E così è passato anche il 2011. Non ho visto nessuna nota o commento. Si dice "nessuna nuova, buona nuova": spero che sia andato bene per tutti e non solamente che nessuno abbia informato il blog. Stando alle statistiche pare tuttavia che qualcuno lo abbia visitato, eccole:
Dopo (quasi) cinquant'anni, il 21 aprile 2007 siamo tornati nella nostra vecchia scuola nuova. Sì, perchè allora l'edificio in via D'Annunzio era la scuola nuova per quasi tutti noi che prima andavamo in via S.Marcello. Ci siamo ritrovati assieme ai compagni della sezione B. Scrutandoci in viso senza riconoscerci, eravamo sollevati se alla domanda "di che sezione eri?" ci veniva risposto "B" , esentandoci dal dovere di ricordare un viso, un compagno; con gli altri i ricordi spesso ritornavano e ne eravamo felici, anche se talvolta erano confusi e imprecisi. E' stato bello, ma quasi sicuramente non potremo rifarlo fra 50 anni. Nelle vecchie foto ho cercato di abbinare facce e nomi: in parte credo esserci riuscito, ma se ho commesso qualche errore sarei ben felice di rimediarvi. Per alcuni (molti) di noi non sono riuscito a farlo o perchè non ho trovato una foto o perchè non sono stato capace di identificare qualcuno nelle foto che ho. Se qualcuno di noi legge queste righe e ritiene di potermi aiutare lo faccia, sicuro di farmi cosa gradita. Per questo c'è il link "commenti" in fondo al testo. Cordiali saluti
I docenti della 5^ A
Laura Cafisse Pietro Galletto Ennio Proti Erminio Piazza Mario don Urbani
Invia foto, dati o ricordi a maspozz@tiscali.it o usa "commenti"
Non c'entra per nulla
... ma la metto lo stesso
... questi invece....
... mi ricordano qualcuno.
1957 -2007
21 aprile 2007 - Programma
INCONTRO CON GLI EX ALUNNI DELLA V A E DELLA V B NEL 500 ANNIVERSARIO DEL LORO DIPLOMA Programma Ore 10.15: Ritrovo degli ex studenti e foto di gruppo Ore 10.30: Saluto del Dirigente "Come eravamo" Gianfranco Dori ex alunno VA Proiezione delle fotografie delle due classi "Breve storia del gruppo Marchi": Livio Padrin ex alunno VA "La piccola impresa nel processo di globalizzazione": Luciano Righi ex alunno VB Ore 11.40: Consegna della pubblicazione: "Nulla dies sine linea: Ambrogio FusinieH' 'Ea vita è bella"- Balletto su musiche di Nicola Piovani Giorgiandrea Tomasi - Lara Pertegato - Erica Silvestri alunne della V B m Ore 11.50: Inaugurazione della postazione multimediale dono degli ex Alunni diplomati nell'Anno 1956 - 1957 Ore 12.oo: Conclusione della giornata e brindisi augurale
Perché 'La vita è bella"
Perché 'La vita è bella" La scelta di intitolare la giornata odierna "La vita è bella" è scaturita nel corso degli incontri che ho avuto con alcuni dei vostri compagni di classe per organizzare quanto abbiamo preparato per oggi, cioè quello che noi consideriamo il vostro "ritomo a casa". Parlando con loro mi è parso di cogliere il senso dei cinquant'anni trascorsi dal giorno del vostro diploma ed anche del posto specialissimo che nel cuore di tutti voi ha ancora il ricordo degli anni trascorsi al Fusinieri. Voi avete avuto l'avventura di vivere in un periodo storico ricco di avvenimenti che voi stessi avete contribuito a realizzare: nati prima che la seconda guerra mondiale scoppiasse, ancora bambini avete attraversato con i vostri genitori ed i vostri primi educatori gli anni bui del conflitto, l'orrore tanto delle rappresaglie nazifasciste, quanto dei bombardamenti alleati e delle difficoltà del dopoguerra. Con gli anni avete assistito alle trasfonnazioni della società e, sempre più consapevolmente, siete divenuti parte attiva dei cambiamenti, dello sviluppo, del progresso e dell'evoluzione del mondo in cui eravate e siete soggetti attivissimi. Io credo che proprio per tutto ciò, a voi si adatti bene la frase dellestamento di Trockij che ha ispirato a Roberto Benigni il titolo del suo film di maggior successo, là dove il rivoluzionario russo diceva: "La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore. " Proprio voi che avete iniziato la vostra esistenza in mezzo a difficoltà di ogni genere, proprio voi che avete vissuto la ricostruzione ed il miracolo economico, proprio voi che siete stati parte attiva del fenomeno Nordest, proprio voi che appartenete alla generazione che ha realizzato i suoi sogni e le sue speranze, proprio voi potete affermare che Ia vita è bella" e passare il testimone alle nuove generazioni chiedendo loro di continuare quanto voi avete cominciato, seguitando sulla strada del progresso e della felicità, quella felicità appagante e duratura che scaturisce dalla coscienza di aver fatto del proprio meglio per sé e per la società nella quale si vive. Questi i motivi della scelta del leit motiv, del filo rosso che legherà tra loro i vari momenti di questa vostra giornata qui, nel vostro istituto Fusinieri, che vi accoglie con grande simpatia, sincera stima, giustificato orgoglio e molta riconoscenza, non solo per il dono che avete voluto fare all'Istituto, ma soprattutto per aver onorato la nostra scuola con quanto avete realizzato nella vostra vita, nella quale, perdonate l'immodestia, l'Istituto Fusinieri è convinto di aver avuto un ruolo. Ben venuti, quindi e buon anniversario a tutti.
Da "Il Giornale di Vicenza"
Fusinieri, che ricordia 50 anni dal diploma di Gian Maria Maselli
Per il prof di geografia, Erminio Piazza, erano un piccolo incubo, i sessanta allievi del Fusinieri che ieri si sono ritrovati, a cinquant'anni dal diploma, per un simpatico amarcord.«Quando il prof, alla guida della sua utilitaria, arrivava a scuola alla mattina, noi gli facevamo ala e lo salutavamo con profondi inchini. Lui, gentilissimo, rispondeva levandosi il cappello. Lo facevamo apposta per fargli perdere controllo dell'auto, divertendoci a vederlo proseguire a zig zag». Di racconti come questo, fatto dall'ex allievo LIVIO PADRIN, oggi manager del Gruppo Marchi, se ne sono sentiti parecchi ieri. «Altre volte - racconta ancora PADRIN - entravamo a scuola in fila per due, mentre un nostro compagno con la cornetta suonava una marcetta della marina militare». Dal ricordo di un altro allievo illustre, l'ex parlamentare ed ex assessore regionale Luciano Righi, emerge un clima scolastico «fatto di tanta goliardia e solidarietà tra studenti. Bullismo non ce n'era, ci impegnavamo molto per ripagare le nostre famiglie che si toglievano il pane di bocca pur di farci studiare. C'era molta disciplina, e insegnanti preparatissimi». E oggi cos'è cambiato ? PADRIN e Righi rispondono quasi all'unisono: «Ai nostri tempi, subito dopo il diploma, fioccavano in segreteria le offerte di lavoro delle aziende. Oggi sappiamo che non è più così. Ma l'importanza di una istruzione di base vale ancora». Mentre i due ex allievi vip parlano, vicino a loro un anonimo coetaneo raccoglie attorno a sé alcuni allievi di oggi, e li rallegra con i suoi ricordi. E discoli dentro sono un po' rimasti, gli ex alunni, se è vero che hanno dato più di qualche segno di impazienza durante la conferenza tenuta dal loro amico Luciano Righi, che per mezz'ora ha parlato di globalizzazione. Solo i giovani, gli alunni di oggi, lo hanno ascoltato con attenzione. E per dare solidarietà ai ragazzi di oggi, i ragazzi di allora hanno donato una postazione per la produzione di documenti multimediali: scanner, macchina fotografica digitale, pc portatile. Ma c'è stato anche un altro regalo, nella giornata di ieri: il sorriso regalato ad Antonio Vergolani, da sette anni bloccato in sedia a rotelle dalla sclerosi multipla.Qui sopra la foto-ricorda stampata in tempo reale ieri mattina dagli allievi attuali del Fusinieri
Strasse, ossi ...
Ho sentito dire dai relatori che per noi é stato facile trovare un buon lavoro. Forse, ma non per tutti, non sempre subito (c'era da fare la naja), non sempre comodo, non sempre ben retribuito. Non ho vissuto malamente, ma non ho nemmeno fatto una strepitosa carriera ( non ero relatore). Ho vissuto momenti felici e momenti di difficoltà e crisi, ho avuto arrabbiature e soddisfazioni: non sono ricco, ma ho di che vivere senza sprechi, tre figli e tre bei nipotini (ci sono nipotini non belli?). Con il ricordo vado ancora più indietro nel tempo, a quando ero bambino. Non si stava bene 60 anni fa, si viveva con il poco essenziale e niente superfluo, ma si poteva giocare nelle strade quasi vuote di auto e girando in bicicletta l'unico pericolo era costituito negli incroci dalle doppie rotaie della "vaca mora" in cui, se non le "tagliavi", potevi infilarci una ruota e cadere. Ora penso che non si viveva così poveramente come credevo: il pane era cosa comune, ora è quasi un lusso; polenta e baccalà alla vicentina c'era tutti i venerdì, ora mi pare una leccornia da gustare qualche volta all'anno; pane e salame, pane e pancetta, pane e lardo, "minestron", minestra di verze erano il nostro povero cibo e sognavamo pollo con polenta. Ora, per me è il contrario. Nella giusta stagione non era un lusso avere ciliege, prugne ("brombi e "amoli"), piccole pere ("peri sampieroli"), fragole di bosco, patate dolci, castagne. Ora è sempre stagione e prezzi alti. Ad una cert'ora passava "el scoassaro" sul suo triciclo a pedali con due bidoni sopra, soffiava nella sua trombetta e mamma mi mandava giù a portare il sacchettino delle "scoasse". Non c'erano e non servivano cassonetti, camion con due uomini sulle predelle posteriori o braccio meccanico su un lato: bastava un sacchettino da consegnare al "scoassaro" quando suonava la trombetta, ma le strade non erano mai ingombre di rifiuti, pulite "dal spassin" con la lunga ramazza. Non c'erano oggetti di plastica ma di legno, che una volta inadatti all'uso finivano nella "stua", i vestiti venivano aggiustati, rigirati, passati al fratello minore (c'erano fratelli). Non c'erano rifiuti in giro e non ricordo se si pagava la tassa specifica, ma si poteva raggranellare qualche soldo consegnando giornali e materiale vario a quel tale che, pure su triciclo a pedali, girava per le strade di città e paesi gridando "Strasse, ossi, fero vecio!". Nessuna emergenza rifiuti.
NOTE. Vaca mora= locomotiva delle FTV # Stua= stufa, serviva per cucinare e scaldare la stanza # Scoasse=spazzatura(da "scoa"=scopa), rifiuti # Scossaro=operatore ecologico un tempo detto netturbino, chi raccoglieva le "scoasse" # Spassin=operatore ecolgico un tempo detto spazzino # "Minestron"=minestra di pasta, fagioli, patate, aromi # Strasse, ossi fero vecio=stracci, ossa, ferro vecchio.
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