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martedì 16 giugno 2009

C'è sempre da imparare

Quel coso quì a destra è per me una scoperta recente.
Non si finisce mai d'imparare, specialmente di questi tempi. Dico meglio: c'è sempre qualcosa di nuovo che ci si accorge di non sapere e qualche volta poi si sa.Venuto qui cinque minuti fa per scrivere questo intervento, vengo informato che c'è una novità, una cosa che sarebbe utile imparare, che forse vorrò imparare, che forse forse riuscirò ad imparare, se mi va bene, quando già ci sarà una cosa ancora più nuova e più utile.
Torno al coso: è un contatore che mi dice quanti visitano questo mio angolino.
Ero convinto che nessuno leggesse o vedesse questo blog e invece no: in due settimane ci sono stati 25 visite e 36 pagine viste. Non saranno molte, ma sempre più di niente ed io vorrei ringraziare e salutare tutti quei pochi o tanti che fanno scattare il contatore.

venerdì 19 dicembre 2008

Anonimi firmati

Nel post E' passato un anno sono stati inseriti due graditi commenti anonimi, debitamente firmati. E' il modo più semplice per scrivere qualcosa in questo blog: non serve registrarsi, si può sempre mettere il nome e io ne sono subito informato.
Al primo ho già risposto con un commento nello stesso post, al secondo rispondo con questo.
Ti ringrazio, Orazio, per essere venuto e avere scritto. Purtroppo anche dei nostri compagni qualcuno è mancato ancor prima che ci diplomassimo o poco dopo. E' bello che vi vediate almeno ogni anno e che abbiate un vostro blog: vi auguro di poter continuare così e credo che troverò il vostro link nel sito del Fusinieri: non penso sia richiesta particolare anzianità, dovrebbe bastare avere frequentato l'istituto ed essere quindi ex allievi. Questo è nato in occasione del 50° del diploma; avendo visto che nel sito dell' Istituto c' era un collegamento relativo ai diplomati del 1956, l'ho segnalato alla direzione (non so come si debba dire attualmente) dell' Istituto che gentilmente l' ha aggiunto.
Non so se i miei compagni si faranno vivi. Allora il Calcolatore elettronico, il Cervellone era una cosa piuttosto ostica, non particolarmente attraente e amata: un insieme di grossi armadi con grosse bobine che inghiottiva enormi quantità di schede perforate per emettere enormi quantità di tabulati; poteva fare quasi tutto (quasi niente, si direbbe oggi), ma con grosse limitazioni di memoria. Ricordo la visita fatta con la scuola alla Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, a Verona, dove per la prima volta ho (abbiamo?) visto un Calcolatore, le schede che le addette perforavano battendo su una tastiera (massimo 80 caratteri per scheda) e la macchina leggeva velocemente. Poi i nastri vennero sostituita da dischi, le tastiere immagazzinavano direttamente i dati e le schede perforate furono un ricordo; arrivarono i personal computer e furono un ricordo i centri che raccoglievano e elaboravano i dati; sono arrivati Internet, i portatili, i palmari e non so più quali altri aggeggi che i ragazzi d' oggi usano come noi allora le scarpe, ma che sostituiscono più sovente. Dimensioni sempre minori, capacità di memoria e possibilità d'uso sempre maggiori.
Per qualcuno dei miei compagni era una fortuna che si usassero tante schede e tanti tabulati, qualcun altro forse da allora ha odiato i computer. Potrebbe essere questo il motivo per cui non si fanno vivi o potrebbe essere semplicemente perchè non sanno che c'è questo blog o se lo sanno non gli interessa.
Ma se un figlio, un nipote o uno sconosciuto ex studente si sofferma un po' qui, mi fa cosa gradita.